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Passive Crossover Networks

 

I FILTRI

Si chiamano filtri quei dispositivi che, accettando in ingresso un segnale intero, ne restituiscono in uscita una parte reiettandone un'altra. Questa definizione non Vi risulterà poi così ostica, se pensate che qualsiasi filtro svolge questa funzione, anche quello della caffettiera.

Essi possono essere attivi o passivi. In quelli attivi la suddivisione avviene sul segnale prima che questo venga amplificato. In questo modo si avrà quindi un numero di amplificatori dedicati pari al numero delle vie, ciascuno collegato al suo proprio altoparlante. Un filtro attivo viene così chiamato perché è un circuito che necessita di una alimentazione elettrica e può provvedere, oltre all'attenuazione delle singole vie, anche ad innalzarne il guadagno, se necessario. Al contrario, un filtro passivo è disposto prima dell'altoparlante, diventandone parte integrante, e traendo con esso energia dall'amplificatore per il suo funzionamento. Non può quindi introdurre alcun guadagno sulle singole vie, ma semmai solo delle attenuazioni.

Esiste in verità un terzo tipo di filtro, il cosiddetto passivo di linea. Questo, al pari di quello attivo, opera lo splitting a monte degli amplificatori risultando però decisamente più economico. Il prezzo da pagare è rappresentato dall'inevitabile attenuazione introdotta sul segnale, conseguenza dell'uso di componentistica passiva. Nel car-audio dispositivi del genere sono stati realizzati da Audio Connection, Cerwin-Vega, Harrison Lab.

Nel seguito di questa trattazione si farà specifico riferimento ai filtri passivi, anche se alcuni princìpi sono comuni a entrambi i tipi di filtraggio. Essi sono circuiti che utilizzano come componenti resistori, induttori e condensatori