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Passive Crossover Networks

 

LA REATTIVITÀ DEL CARICO

Teoricamente adesso Vi dovremmo parlare di reattanza, angoli di fase, argomento e numeri complessi. Ma se già date di stomaco di fronte ai numeri reali, con che cuore potremmo parlarvi di quelli immaginari? Vediamo allora di spiegarci con un esempio molto arrangiato confidando che per così poco Albert, pace all'anima sua, non si agiterà nella tomba.

Immaginate di spingere un carretto: esso rappresenta il vostro carico. Mentre in pianura vi sarà piena corrispondenza fra forza applicata e velocità raggiunta, in salita nonostante Vi diate un gran daffare vedrete il carretto rallentare inesorabilmente. In discesa viceversa la velocità aumenterà progressivamente e dovrete mettercela tutta per non cadere col grugno a terra. Quasi analogamente, perché tutta la potenza venga dissipata da un carico, occorre che questo sia puramente resistivo — il carretto in pianura. Se invece il carico presenta anche delle componenti reattive — salite e discese nell'esempio, componenti induttive e capacitive nel nostro caso — allora solo una parte della potenza verrà trasferita sul carico, l'altra sarà immagazzinata da queste componenti. Di dove andrà a finire non Ve ne deve fregare una mazza. Ciò che importa di sapere invece è che la presenza di queste componenti reattive comporta degli sfasamenti della tensione applicata al carico rispetto alla corrente in esso circolante. Questi sfasamenti sono detti rotazioni di fase — segnatevi questa, casomai vi invitassero nuovamente a quel cocktail-party, cosa che dubitiamo — e nei casi più gravi possono provocare gravi perturbazioni all'ascolto.

Se come abbiamo detto, già il solo altoparlante è reattivo, figurateVi cosa dev'essere con qualche chilozzo di condensatori e induttori ai morsetti. Per questo motivo i filtri del I ordine sono detti a fase minima. Essi sono preferiti da molti progettisti per incrociare sistemi multivia in cui il margine di sovrapposizione delle risposte non filtrate sia adeguatamente esteso.

I filtri di ordine pari presentano generalmente in uscita un segnale sfasato di 180° — a proposito, lo sfasamento si misura in gradi sessagesimali, da -180° a +180°, a seconda che la componente reattiva sia rispettivamente di tipo capacitivo o induttivo. Per ripristinare la fase corretta è quindi consigliabile invertire alternativamente le polarità di collegamento filtro/altoparlante fra vie contigue.

I filtri di ordine superiore al secondo sono decisamente più ostici e richiedono maestrìa ed esperienza. Il loro uso, peraltro, non è poi così frequente.

Ma per chiudere con questo argomento, e tornare un attimo alle pendenze di attenuazione, è possibile che in alcuni crossover questa attenuazione, che abbiamo descritta come blanda o ripida in funzione dell'ordine del filtro, ma costante in funzione della frequenza, assuma connotati variabili con la frequenza? La risposta è sì, e tira in ballo una configurazione particolare, i filtri in cascata